DiPI Online

BREVE GUIDA AL DIZIONARIO

 

 

Il DiPI

Il DiPI online (in rete) si basa sull’omonimo Dizionario di Pronuncia Italiana compilato dal prof. Luciano Canepari, che ne ha generosamente messo a disposizione il contenuto.

Il DiPI “fornisce la «buona» pronuncia: non solo quella «tradizionale», ma anche quella «moderna», oltre a quella «accettabile» e «tollerata»; indica, inoltre, le pronunce «trascurate» da evitare (cioè i vari e frequenti errori, anche ortografici), quelle «intenzionali», per ‘far vedere che si sa’ e quelle «auliche», sempre in rapporto con le pronunce «standardizzanti» del Centro d’Italia.”

“Le 60 000 forme contenute - che corrispondono a un vocabolario effettivo almeno tre volte superiore - comprendono 33 000 nomi propri, cognomi e toponimi (pure stranieri), e migliaia di parole e locuzioni straniere (e latine): tutte con le pronunce usate in Italia, incluse quelle «trascurate» e quelle «intenzionali», che costituiscono i punti estremi fra quelle «normali» per gli italiani, che non coincidono, però, con quelle teoricamente genuine dei nativi stranieri, date dai vari dizionari generali, come per bleu, film, vodka.”

Dalla quarta di copertina.

Il DiPI utilizza, per le sue trascrizioni (di tipo fonemico), l’Alfabeto Fonetico Internazionale (IPA): dei simboli relativi all’italiano neutro è data una pratica chiave di lettura al fondo della pagina di ricerca (basta posizionarsi con il puntatore sul simbolo desiderato per ottenerne una rapida descrizione). L’accento forte, o primario, è indicato dal simbolo / ˈ / e precede la sillaba da accentare.

 

Uso del dizionario

La ricerca all’interno del dizionario dovrebbe risultare intuitiva: cominciando a scrivere nella casella di ricerca, apparirà una lista di suggerimenti che potranno essere selezionati con un semplice clic del mouse (o, in alternativa, usando i tasti di direzione seguiti dal tasto invio, per confermare). Un clic sul pulsante «cerca» (o un’ulteriore pressione del tasto invio) mostrerà il risultato della ricerca.

NB: il motore di ricerca del DiPI fa differenza tra accento acuto (é) o grave (è) e tra lettere accentate e no, è pertanto fondamentale prestare attenzione nell’inserimento delle parole. Si consiglia di utilizzare in tal senso la funzione di completamento automatico, per verificare la grafia corretta e non incorrere in errori.

 

I tipi di pronuncia

Caratteristica unica del DiPI è quella di fornire tutte le possibili varianti di pronuncia che rientrino nella pronuncia «neutra», vale a dire quella usata dai «professionisti della voce», cioè attori, doppiatori, presentatori e annunciatori.
La prima (o, talora, unica) pronuncia indicata è quella definita «moderna», la piú consigliabile oggi, ma è sempre indicata (dopo « . ») l’eventuale pronuncia «tradizionale», quella piú consigliata in passato. Vengono fornite anche la pronuncia «accettabile» (dopo « , »), leggermente meno consigliabile (ma ugualmente utilizzabile) e quella «tollerata» (dopo « ; »), che è, però, meno consigliabile, soprattutto per un uso professionale della voce.
Si forniscono anche indicazioni per i tipi di pronuncia «trascurata» (dopo « ↓ »), da evitare in quanto segno d’ignoranza, nonché quella «intenzionale» (dopo « ↑ »), cioè l’opposto della precedente, che si può voler usare proprio per dare «sfoggio» di cultura; infine, c’è anche la pronuncia «aulica» (dopo « ↕ »), propria di certi testi letterari o arcaici.

 

Qualcosa in piú

Il DiPI è un dizionario di pronuncia, ma segnala anche varianti grafiche (tra parentesi tonde) sia da evitare, quindi «trascurate» (i classici «errori da matita blu» della scuola), sia «intenzionali», da scegliere volontariamente, come proposte di risistemazione e razionalizzazione della grafia tradizionale.

Per molte voci è indicata la distribuzione e diffusione delle varianti di pronuncia nelle regioni «standardizzanti» dell’Italia centrale: Toscana, Umbria, Marche, e Lazio, con Roma sufficientemente diversa da poter essere indicata separatamente. Tali segnalazioni sono poste tra parentesi quadre - [T U M L R].

Il simbolo «*» indica la co-geminazione, l’auto-geminazione e la pre-geminazione (vedi [link] «raddoppiamento fonosintattico» e [link] «autogeminazione» su Wikipedia).

Il simbolo «°» indica la a-geminazione dei monosillabi e la de-geminazione, cioè la possibilità della pronuncia «moderna» di rifiutare o impedire l’applicazione della co-geminazione tipica della pronuncia «tradizionale».

 

Le parole che non trovi

Se la parola ricercata non è disponibile nel dizionario, la sua pronuncia potrebbe essere dedotta usando [link] questa utile lista di terminazioni e desinenze (per visualizzare il documento è necessario [link] Adobe Reader).

[PDF]

 

Il DiPI a stampa

In attesa di una nuova edizione aggiornata, è ancora disponibile la versione in brossura del DiPI edita da Zanichelli (2009).

Il testo del DiPI ed altro utile materiale, possono essere scaricati gratuitamente dal [link] sito del Prof. Canepari.

 

 

 

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